
L’utilizzo di ZBrush per il Chromatica Ball Tour di Lady Gaga Ecco come la nota artista Deborah Wright ha creato una scultura bizzarra per il settimo headlining tour della star.
Quando l'azienda produttrice di props su larga scala Jet Sets ha chiesto a Deborah Wright di creare un elemento arboreo per Lady Gaga, la nota artista di scultura tradizionale e digitale ha colto la sfida al volo. Il sofisticato e contorto albero in fibra di vetro, parte integrante del tour Chromatica Ball 2022, avvolgeva completamente il pianoforte tipico di Lady Gaga.
Nata a Los Angeles, California, Deborah è cresciuta con la magia di Disneyland e Hollywood a due passi da casa. Descrivendosi come una creativa nata, si è formata come illustratrice e scultrice tradizionale prima di trovare la sua strada in ZBrush.
Con una carriera ventennale nell'intrattenimento tematico, progetta e crea personaggi, oggetti di scena e prodotti di piccole e grandi dimensioni per film, TV, palcoscenici e sfilate, tra cui 7 progetti multicomponente per il cliente storico Disney. Tra i più importanti lavori ricordiamo “The Legend of Mythica” al Tokyo DisneySea in Giappone, la Mainstreet Parade e lo Stage Show per la celebrazione del 50° anniversario di Disneyland e l'Apprendista Stregone a Disneyland Paris.

Abbiamo discusso con Deborah delle sue straordinarie competenze, di come le sia venuta in mente l'idea del pianoforte "Tree of Thorns", di cosa le abbia ispirato quella forma così contorta e di come ZBrush l'abbia aiutata a crearla. Continua a leggere per sapere cosa ci ha raccontato e scopri il suo processo creativo guardando "Demystifying Post-Production: 3D Sculpting for Stage and Screen", una serie di webinar in cui l’artista condivide il suo processo di elaborazione del brief di un cliente per un progetto di intrattenimento tematico, dall'incipit fino alla realizzazione finale in ZBrush.
Descrivici il tuo percorso dalla scultura tradizionale a quella digitale.

Wright: Dopo una formazione come illustratrice e scultrice, mi sono dedicata alla scenografia di spettacoli televisivi, cinematografici e di Broadway. Quando è nato mio figlio però ho dovuto rinunciare a quegli orari assurdi. Sono entrata quindi in un’azienda di mannequin a Hollywood dove ho passato quasi quattro anni a imparare la scultura tradizionale, dal design alla gestione del progetto, fino alla produzione.
Quando la stampa 3D ha iniziato a sostituire la scultura tradizionale, mi sono riqualificata e innamorata di ZBrush. La portata e la profondità di ciò che posso fare come scultore digitale è sorprendente, anche se le mie abilità di scultore tradizionale mi sono utili ogni giorno. Lavorando nel settore dell'intrattenimento, la maggior parte dei miei progetti sono realizzati nella vita reale e questo mi aiuta a comprendere la fisicità degli oggetti e dei materiali.
Puoi condividere alcuni progetti o persone che hanno segnato la tua carriera?
Wright: Vent'anni fa ho scolpito un bruco lungo 15 centimetri che fumava un narghilè; è stato il mio primo progetto inviato al dipartimento per lo sviluppo delle parate di Disney Live Entertainment. Un anno dopo ho visto la mia piccola scultura - in una versione da 3 metri di altezza - fumare il suo narghilè, muoversi e roteare gli occhi! Mi piaceva molto realizzare le maquette: la sfida di lavorare in scala, sapendo che un pollice si sarebbe tradotto in un piede, mi ha davvero spinto a perfezionare le mie capacità.
Devo ringraziare la mia grande, solidale e stimolante amica Michelle Millay per avermi coinvolto in vari progetti che mi hanno cambiato la vita, per avermi spinto a sviluppare le mie capacità e a imparare ZBrush.
Abbiamo lavorato insieme per molti anni prima che passassi al digitale, in lavori come "Il pianeta delle scimmie” ad esempio, e di nuovo quando abbiamo fatto parte del team che ha contribuito alla realizzazione del drago della Gringott™ Wizarding Bank di Universal Orlando. Mi ha insegnato che l'amicizia è una storia di sostegno e mi ha spinto a pensare in grande.
Quale tipo di sfide creative trovi più stimolanti?
Wright: Mi piace quando un cliente viene da me con un'idea non del tutto definita e vuole il mio contributo. È un'esperienza unica ed è quello che è successo con lo show di Lady Gaga.
La mia amica Michelle mi ha raccomandato a Matthew Pomerantz di Jet Sets che stava lavorando allo show. Io e Matthew siamo subito entrati in sintonia. Entrambi proveniamo dal mondo del teatro e parlavamo la stessa lingua. Ci siamo allineati al brief e ci siamo divertiti cercando di dare il meglio di noi stessi.

Cosa ti è stato chiesto di produrre e quanto tempo ci è voluto?
Wright: Mi è stato detto: "Vogliamo un pianoforte su un albero e vogliamo che l'albero abbia un aspetto tormentato, come se stesse soffrendo". Ho anche aiutato a progettare la panca del pianoforte e la keytar. L'intero progetto per ideare i singoli pezzi pronti per la produzione è durato circa sei settimane.
Quali sono state le sfide nel realizzare un oggetto di scena così grande, complesso e fisico?
Wright: C'erano alcune richieste specifiche per l'albero. Volevano che inglobasse completamente il pianoforte e l'intera struttura doveva essere facilmente smontata, trasportata e riassemblata per ogni spettacolo. Dovevamo anche sistemare l'elevatore che sollevava l'albero dalla piattaforma satellitare sul palco. La risoluzione di questi problemi concreti ha richiesto un po' di tempo.
Ci ho lavorato per circa tre settimane durante le quali abbiamo fatto numerose modifiche e discussioni su come adattare il prodotto in fibra di vetro all'armatura di supporto e al pianoforte vero e proprio. Capire come attaccare i rami principali all'armatura e scomporre facilmente il tutto in pezzi da spedire a ogni spettacolo è stato come un puzzle 3D. La mia esperienza pratica di scultrice nel progettare giocattoli e manichini smontabili mi è stata davvero utile. Alla fine abbiamo realizzato cinque bracci e un tronco da trasportare nelle casse.

Parlaci di come hai saputo tradurre sofferenza e tortura nella forma dell’albero.
Wright: Il progetto era molto aperto e mi sono state fornite alcune immagini dalle moodboard oltre ad alcuni schizzi di un albero scheletrico. Era tutto molto concettuale e un po' brutale, anche con elementi horror; questo albero di spine era sofferente e assediato. Era a malapena vivo. Mi sono ispirata a un cipresso contorto e pendente che avevo visto a Torrey Pines, in California. Quando la prima bozza di quest'idea è stata accolta con un deciso "sì!" da Lady Gaga in persona, abbiamo deciso di seguirla.
Ho fatto una ricerca sulle texture e passato le mani su vecchi alberi vicino a casa mia per capire la struttura dei rami e della corteccia. Poi mi sono buttata subito su ZBrush e ho iniziato a modellare un albero sofferente, incorporando cavi e condotti che emergevano dalla base di cemento, con l'idea che si fossero aperti un varco e lo stessero alimentando e mantenendo in vita.

Dopo l'albero, ci è voluta circa una settimana per progettare la panca del pianoforte. Mi sono ispirata ai tavoli del Korova Milk Bar in "Arancia Meccanica" e ad alcune sculture azteche per creare la struttura scheletrica contorta a tema horror.
Puoi descriverci come hai modellato i dettagli dei rami e della corteccia in ZBrush?
Wright: Occuparsi di ogni singolo arto e ramoscello ha rappresentato una parte importante di questo lavoro. Non c'erano elementi modulari se non il modo in cui i rami erano attaccati. Ogni ramo aveva un aspetto unico e il mio pennello ha toccato tutti i ramoscelli.
Ho iniziato con un plugin di ZBrush chiamato ZTree di Ignacio Cabrera Peña, che essenzialmente propaga gli alberi, e poi ho usato lo strumento ZSphere per spostare i rami e i ramoscelli per ottenere le forme che volevo.
Prima creo sempre le forme più grandi e poi torno a rifinire il lavoro. Sono una grande fan dei pennelli Move Topological, Inflate, DamStandard e Chisel. Trovo che attenersi alle basi possa portarti lontano.
Ho sfruttato gli alfa delle foto della corteccia degli alberi per mappare la ripetizione della texture della corteccia sul modello. L'unificazione della texture di superficie è stata ottenuta grazie al pacchetto Digital Clay di Pablander.

Ho realizzato anche una sorta di “rastrello” personalizzato per creare la texture della corteccia dell'albero e ho fatto crescere l'albero con una tecnica di "massaggio ritmico", graffiando e spostando la topologia. La sfida consisteva nel rendere ogni pezzo il più omogeneo possibile e, sapendo che sarebbe stato prodotto in fibra di vetro, ho utilizzato la texture dei rami e della corteccia per nascondere le giunture del materiale.
Sei riuscita a vedere il tuo lavoro dal vivo sul palco?
Wright: L'ho visto a Las Vegas e l'intera presentazione di luci e colori, oltre all'atmosfera magica di uno spettacolo dal vivo, mi ha davvero colpita. Tutto è riuscito alla perfezione e anche la panca ha reso proprio l’effetto che volevo: non un semplice arto umano ma un lento orrore che si sviluppa piano piano.

È stato straordinario ricevere questo incarico e sono molto orgogliosa di aver disegnato e modellato i file di stampa di questo strumento così complesso e vitale. Spettacoli teatrali, scenografie drammatiche, pianoforti e tastiere luminose sono il marchio di fabbrica di Lady Gaga ed è stato fantastico scoprire di aver compreso le intenzioni del team di progettazione e di aver centrato il bersaglio fin dall'inizio.
Hai qualche consiglio da dare agli artisti che vogliono entrare nel mondo dell'intrattenimento tematico?
Wright: Ecco alcune delle cose davvero importanti che hanno fatto la differenza per me: siate generosi con le vostre conoscenze e non abbiate paura di fare domande; con le persone giuste, le domande non mostreranno la vostra incapacità ma la voglia di imparare. E poi siate curiosi e dite di sì quando si presenta un'opportunità: tutto questo mi ha dato molto di più di quanto avessi mai sognato di poter raggiungere come artista.
Se potessi cambiare una sola cosa in questo settore, quale sarebbe?
Wright: Ciò che mi spezza un po' il cuore è la discriminazione sull’età e spero che questo cambi. Le persone con cui voglio lavorare devono valutare i portfolio in base al contenuto e all'esperienza. L'età, la razza e il sesso degli artisti sono irrilevanti. Gli art director più saggi ricordano che gli artisti migliorano invecchiando. È per questo che si parla di "art practice": si diventa maestri solo con la perseveranza e con il tempo.
Per concludere, c'è qualche nuovo strumento che stai imparando o che vuoi sperimentare?
Wright: Sono ancora infinitamente curiosa e imparo sempre cose nuove. Al momento, la mia priorità è Maxon One. Ma ragiono in 3D e il mio sogno perfetto sarebbe quello di lavorare come scultrice fisica sfruttando la tecnologia digitale. Quindi, incrocio le dita e spero che ZBrush trovi un modo per combinare guanti aptici e VR. Questo sì che mi entusiasmerà!
Credits:
Leroy Bennet - Production Design
Peter Aquinde - Supervising Art Director
Matthew Pomerantz - Art Director
Jet Sets - Fabrication